Le case degli italiani sempre più «smart»: il mercato cresce del 35%

cuneo
By cuneo Febbraio 19, 2018 14:21

Le case degli italiani sempre più «smart»: il mercato cresce del 35%

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Da stravaganza ipertecnologica per pochi appassionati a realtà concreta che comincia a diffondersi sul mercato. La «Smart Home», ovvero gli oggetti interconnessi destinati agli ambienti domestici per rendere più efficiente e sicura la gestione della casa, cresce in Italia a ritmi “europei”, anche se i numeri sono ancora inferiori rispetto agli altri Paesi. secondo l’ultimo osservatorio Internet of Things del Politecnico di Milano, nel 2017 questo mercato ha raggiunto i 250 milioni, in aumento del 35% rispetto la 2016.

Risultati molto positivi, commenta il direttore dell’Osservatorio Giulio Salvadori, ma molta strada resta ancora da fare: negli ultimi anni, infatti, è cresciuto molto il numero di produttori e retailer (tradizionali e online) che realizzano e vendono questo genere di prodotti, ma all’appello mancano ancora i grandi operatori internazionali (Amazon, Google o Apple) che, come già avviene negli Stati Uniti, in Regno Unito o Germania, potrebbero dare veramente l’impulso decisivo a questo settore.

«A oggi in italia si vendono soprattutto pezzi singoli e mancano i servizi di contorno, dall’installazione all’assistenza post-vendita – spiega Salvadori – . E questo frena le scelte dei consumatori, che pure si stanno avvicinando con maggiore interesse all’IoT». Basti pensare che il 38% degli italiani possiede ormai almeno un oggetto «smart» in casa propria e il 32% ha fatto almeno un acquisto l’anno scorso. Tuttavia, due terzi delle persone intervistate nella ricerca dichiarano di essere dovuti ricorrere a professionisti per l’installazione e la metà è preoccupata per i rischi legati alla privacy.

«Inoltre – prosegue il direttore dell’Osservatorio – per lo più in Italia sono start up o piccole aziende che vendono questi prodotti. L’arrivo dei big player segnerebbe di sicuro un cambio di passo per il mercato italiano». Che, nonostante i numeri citati, resta ancora indietro rispetto agli altri Paesi: negli Stati Uniti il mercato della Smart Home sfiora ormai gli 11 miliardi di euro, mentre in Europa sono Germania e Regno Unito le nazioni più all’avanguardia, con vendite per 1,5 e 1,4 miliardi di euro. La Francia ci supera con 600 milioni di euro, mentre la Spagna si ferma a 200 milioni.

Guardando agli ambiti di diffusione della Smart Home, al primo posto tra le soluzioni acquistate troviamo le applicazioni IoT per la sicurezza, seguite da quelle per la gestione del riscaldamento e da quelle per la gestione degli elettrodomestici.

Su quest’ultimo fronte è attiva da diversi anni la multinazionale americana Whirlpool, che dal 2000 ha iniziato a lavorare sui prodotti smart e nel 2015 ha lanciato la prima serie completa di prodotti a libera installazione, a cui si sono aggiunti, l’anno scorso, i condizionatori. Ora, spiega il responsabile per l’Europa dei prodotti interconnessi Marco Signa, «stiamo per lanciare una gamma di prodotti per la cucina, dai piani cottura alle cappe». Gli investimenti a livello worldwide, precisa Signa, sono destinati ad ampliare il più possibile l’offerta di prodotti interconnessi. «Ci vorranno anni e non per tutte le funzioni c’è bisogno di elettrodomestici smart – dice il manager – ma il gruppo segue con convinzione questa strada, spostandosi da un segmento di mercato che fino a pochi anni fa era una nicchia, a fasce più ampie di mercato, anche medie».

Sul fronte consumi, invece, Edison ha lanciato circa un anno fa Edison Smart Living, una piattaforma in grado di connettere e gestire un numero sempre crescente di device intelligenti disponibili sul mercato. «Abbiamo pensato a una soluzione non verticale sulla sola energia, ma destinata a tutta la casa, per creare un vero e proprio ecosistema smart nelle abitazioni», spiega Marco Landoni, direttore marketing di Edison Energia. «È un tassello della nostra strategia che sempre più si sposta dagli ambiti energia e gas ai servizi per la casa», aggiunge. Perché proprio l’offerta di servizi e soluzioni complete – e non solo di singoli prodotti – è la sfida che attende le aziende per i prossimi anni.

© Riproduzione riservata

Fonte: Il Sole 24 ORE

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